Wisława Szymborska (1923-2012)
La stazione
Il mio arrivo nella città di N.è avvenuto puntualmente.Eri stato avvertitocon una lettera non spedita.Hai fatto in tempo a non venireall’ora prevista.Il treno è arrivato sul terzo binario.E’ scesa molta gente.L’assenza della mia personasi avviava verso l’uscita tra la folla.Alcune donne mi hanno sostituitofrettolosamentein quella fretta.A una è corso incontroqualcuno che non conoscevo,ma lei lo ha riconosciutoimmediatamente.Si sono scambiatiun bacio non nostro,intanto si è perdutauna valigia non mia.La stazione della città di N.ha superato bene la provadi esistenza oggettiva.L’insieme restava al suo posto.I particolari si muovevanosui binari designati.E’ avvenuto perfinol’incontro fissato.Fuori dalla portatadella nostra presenza.Nel paradiso perduto della probabilità.Altrove.Altrove.Come risuonano queste piccole parole.

Wisława Szymborska (1923-2012)

La stazione

Il mio arrivo nella città di N.
è avvenuto puntualmente.

Eri stato avvertito
con una lettera non spedita.

Hai fatto in tempo a non venire
all’ora prevista.

Il treno è arrivato sul terzo binario.
E’ scesa molta gente.

L’assenza della mia persona
si avviava verso l’uscita tra la folla.

Alcune donne mi hanno sostituito
frettolosamente
in quella fretta.

A una è corso incontro
qualcuno che non conoscevo,
ma lei lo ha riconosciuto
immediatamente.

Si sono scambiati
un bacio non nostro,
intanto si è perduta
una valigia non mia.

La stazione della città di N.
ha superato bene la prova
di esistenza oggettiva.

L’insieme restava al suo posto.
I particolari si muovevano
sui binari designati.

E’ avvenuto perfino
l’incontro fissato.

Fuori dalla portata
della nostra presenza.

Nel paradiso perduto
della probabilità.

Altrove.
Altrove.
Come risuonano queste piccole parole.

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